Fermare la guerra – Stop the War deve sostenere la rivoluzione siriana

Posted: 08/30/2013 by editormary in Europe, Grassroots Activism, Human Rights, Middle East Issues, People's Movements / Struggles, Somoud: Arab Voices of Resistance, Strategy for Liberation, Syria, War
Quello che stiamo vivendo è una rivoluzione, per favore ci dovete capire

Quello che stiamo vivendo è una rivoluzione, per favore ci dovete capire

Scritto da Salwa Amor, tradotto da Mary Rizzo

Giornalista britannico – siriana Salwa Amor dice che il movimento Fermare la guerra – Stop the War ha perso il rispetto dei siriani, non sostenendo la loro rivoluzione.

Dal momento che la rivoluzione in Siria è iniziata due anni e mezzo fa ed è stato salutato da un regime oppressivo con una forza senza precedenti, il mondo sembra essere stato in silenzio sui crimini in corso che si sono verificati. A parte un paio di discussioni qua e là su i canali all-news, sembra a quelli all’interno della Siria che il mondo non si preoccupa di ciò che sta avvenendo nella loro terra e se il loro governo sta commettendo crimini contro l’umanità o no.

Prima della minaccia della guerra in Iraq gli arabi hanno ritenuto che l’Occidente (il popolo non i loro governi ) finalmente cominciavano a capire la loro lotta contro l’oppressione, l’occupazione e la dittatura. La Marcia del Milione che si è svolta per le strade di Londra è stato un punto di riferimento per le persone in Iraq e l’intero mondo arabo, era la prima volta che sono stati in grado di vedere una solidarietà visiva verso le loro continue lotte.

Fast forward al 2011 e un 26enne che lavorava come venditore ambulante in Tunisia si mise, insieme con l’intera regione araba, a fuoco in quella che sarebbe diventata la primavera araba. Egitto ha seguito l’esempio e il movimento contro la guerra hanno applaudite mentre erano testimoni ad un altro paese arabo che rovesciava il proprio dittatore tiranno.

Ispirato da Bouazizi, quello stesso gennaio un uomo in Siria anche desse fuoco a se stesso , sperando che le fiamme che hanno bruciato il suo corpo sarebbe l’ispirazione ai suoi concittadini a ribellarsi contro il loro dittatore. Il nome di quell’uomo era Hasan Ali Akleh. La sua storia non è così conosciuto, in realtà è stato appena documentato. Forse perché il Paese da cui è venuto non fa notizia, ma è stata la scintilla che ha illuminato i cuori di almeno alcuni siriani, siccome le proteste iniziarono lentamente a prendere vita in Al Raqa quello stesso mes , anche se hanno ricevuto poca o nessuna attenzione dei media.

Cospirazione occidentale?

Come le proteste avevano cominciato ad essere più frequenti, Assad ha orgogliosamente proclamato che egli è stato vittima di un complotto imperialista dell’occidente sostenuta da Israele e che avrebbe combattuto, succedesse qualunque cosa. E combattere il ciò che ha fatto, ma a differenza dei leader di Tunisia o d’Egitto, Assad ha usato i suoi armi più micidiali, principalmente realizzati in Russia che gli è stata fornita gratuitamente. Siriani feriti negli ospedali  vi racconterebbe delle bombe TNT che avrebbe letteralmente messo centinaia di buchi nei corpi delle vittime, lasciandoli ad implorare la misericordia della morte.

Eppure il movimento contro la guerra e la sinistra guardavano in silenzio mentre la furia assassina ha continuato per due anni e mezzo, con la paura che l’Occidente avrebbe usato questo per i propri interessi e di invadere un altro paese, in nome della libertà. Da un punto di vista politico che avevano ragione – l’Occidente “diffondere la democrazia e la libertà”, solamente dove i suoi interessi sono forti. Dal punto di vista umano, invece, la sinistra sì è sbagliato di grosso questa volta.

Come persone di coscienza, coloro che lottano per la pace e movimenti per la giustizia hanno una maggiore responsabilità nei confronti di quelli sotto l’oppressione, e temo che il movimento di sinistra e contro la guerra è caduto negli occhi dei siriani in tutto il mondo. E quando dico siriani, non mi riferisco agli alawiti, il 7% che hanno subito il lavaggio del cervello a lealtà verso Assad, perché ci sono alcuni di loro che si sono uniti alle proteste contro la guerra che chiedevano “nessun intervento in Siria”. Hanno il diritto di dire la loro come chiunqu , ma loro non rappressentano la maggioranza dei sirianni, come molti nella sinistra hanno suggerito.

Rivoluzione siriana

Se la sinistra c’era dalla parte dei siriani ordinari in tutto e dichiarato il loro sostegno per la loro rivoluzione come hanno fatto con la Tunisia e l’Egitto non sentirebbe come uno schiaffo in faccia alla rivoluzione, quando oggi si levano in piedi fuori dal parlamento chiedendo nessun intervento in Siria. Non è sufficiente in questa fase alla fine del gioco per chiamare semplicemente per nessun intervento. Ci deve essere il supporto per i rivoluzionari che hanno rischiato la loro vita per 30 mesi nella loro richiesta della libertà.

Se i socialisti/comunisti e sinistrorsi non supportano gli oppressi e gridare per la libertà, allora c’è qualcosa di molto sbagliato. Il movimento ha il diritto di chiedere al loro governo di non intervenire in guerre all’estero, ma per lo meno si dovrebbe tenere cartelli che raccontano siriani che hanno perso le loro case, le famiglie e la dignità che “noi, il popolo della Gran Bretagna siamo con voi”. Holding cartelli che dire “Nessun intervento e non toccare la Siria ” sembra ai siriani che siete dalla parte di Russia e la Russia è ed stava intervenendo fin dall’inizio (con le sue navi da guerra a Tartous dopo la 5° mese della rivolta e la maggior parte delle armi che hanno siriani uccisi erano un regalo di Assad da Putin).

Se la posizione dei movimenti  è “no all’intervenzione”, allora deve includere la Russia e l’Iran altrimenti è davvero unilaterale. Forse la sinistra è indulgente verso i crimini della Russia, perché non sono impegnati in nome dell’imperialismo occidentale, o forse la Russia e anche lo sfondo socialista della famiglia Assad e legami a marxismo e comunismo hanno accecato la sinistra che non riesce a vedere le loro colpe.

In qualche modo quelli che sono contro l’imperialismo occidentale sono diventati cieco da un occhio, vedono chiaramente i crimini dell’Occidente, ma la vista della loro altro occhio è bloccato da una credenza o una speranza che il mondo sarebbe un posto migliore se solo il capitalismo sarebbe rimosso insieme con i suoi ideali imperialistici.

Purtroppo, la storia ci insegna che il male esiste in molte forme e maniere, che non è definita in base al colore, religione o razza, ma risiede in tutti coloro che sono in vita, così come l’altruismo e la bontà. L’Occidente non può prendere la colpa per la Siria, non perché non è degno di biasimo per gran parte della sconvolgimenti in Medio Oriente, ma perché ci sono altri mali del mondo.

Scoraggiante

E ‘veramente scoraggiante vedere un movimento che è stato costruito per sostenere gli oppressi che è così poco solidale della rivoluzione siriana. E’ come se essi hanno completamente trascurato la rivolta. Quasi come non è mai successo, o che tutta la crisi può essere descritto come una cospirazione imperialista occidentale.

Non erano i siriani oppressi e umiliati per 40 anni? Non era la polizia segreta in Siria responsabile per avere istillato paura intollerabile nei cuori dei giovani e meno giovani o la causa di migliaia di morti sotto tortura? Per ridurre la rivoluzione siriana ad un complotto imperialista occidentale è che implica che tutto il male del mondo deriva da Ovest. Assad non era da Ovest, la sua polizia segreta che hanno torturato i bambini fino alla morte erano siriani, nati e cresciuti in Siria, lontano dall’occhio vigile del West.

Questo Sabato fermare la guerra terrà un’altra protesta contro l’intervento occidentale. Come si può discutere con la loro logica, l’Occidente infatti impone le sue idee sul mondo intero. Eppure, la prossima protesta e le sue parole d’ordine incarnano l’essenza della supremazia bianca della mente; imporre le loro credenze e le richieste sulla rivoluzione del popolo siriano. Nessun intervento , Giù le mani dalla Siria non sono slogan che sono venute dalla Siria, nemmeno lontanamente, quindi, si deve presumere che essi sono gli slogan che vengono imposte al popolo siriano.

Perché se si curava di leggere e tradurre solamente alcuni dei cartelli che quelli nelle città assediate all’interno della Siria dimostrano con orgoglio alle luci dei media  di tutto il mondo avrebbero scoperto presto che il più famoso e diffuso di tutti è SOS ! I Siriani stanno implorando aiuto, non possono prendere i bombardamenti, la fame, la mancanza di acqua e di diffusione della malattia, i corpi sotto le macerie o dei bambini che sono sepolti vivi in loro. Quindi, chi sono alla sinistra in Gran Bretagna a dichiarare giù le mani dalla Siria quando invece sono i siriani a chiedere aiuto?

Fermare la guerra è una organizzazione di base il cui lavoro è prezioso in Gran Bretagna e all’estero e la rivoluzione siriana non è diverso, è la lotta di un popolo che la sinistra ha spinto sotto il tappeto per paura dell’imperialismo occidentale. L’ironia è che i siriani stanno combattendo per la stessa cosa per cui battono i Stop the War, ma la tragedia è che la sinistra non metterà la sua paranoia del West in attesa per un tempo sufficiente per sentire le grida che esce delle macerie dalle loro controparti rivoluzionarie siriane.

5PIllarz originale http://www.5pillarz.com/2013/08/29/stop-the-war-must-support-the-syrian-revolution/

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