Il sangue di Parigi è sulle mani di Assad

Posted: 11/20/2015 by editormary in Iran, Middle East, Politics, Syria, War
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putin-assad-ready-share-power1Il dittatore siriano non è il nemico di ISIS – è il suo abilitatore

SCRITTO DA ROBERT COLVILLE tradotto da Mary Rizzo

Gli attentati di Parigi sono nauseanti, scandalosi e sconvolgenti. E uno dei momenti più scandalosi è giunto quando il presidente siriano Bashar al-Assad ha deciso di attribuire la colpa degli atentati alla politica estera francese. Ciò che i parigini stanno affrontando, ha detto, è esattamente ciò che i siriani hanno affrontato negli ultimi cinque anni. Se solo la Francia lo avesse aiutato contro gli islamisti, invece di mantenere le distanze!

Ovviamente, la maggior parte della colpa per la tragedia di questa settimana è di ISIS e della sua dottrina di terrore e atrocità. Ma l’individuo più direttamente responsabile dell’ascesa di ISIS, e del suo consolidamento, è Bashar al-Assad.

Non solo perché, trascinando la Siria in una guerra civile, ha creato i presupposti per lo sviluppo di ISIS, ma anche perché ha fatto tutto quanto in suo potere per rafforzarlo. La verità è che Assad e ISIS non sono nemici: sono alleati.

Per capire cosa intendo, dobbiamo tornare al 2012/13, quando i ribelli – guidati dal Free Syrian Army – erano alle porte di Damasco. Al fine di salvare se stesso, Assad ha fatto due cose.

an Iranian opposition group understands the actual situation in this "election poster"

un gruppo iraniano d’opposizione ha capito che comanda in Siria

In primo luogo, ha accettato quello che era essenzialmente un cambio di gestione della campagna militare in chiave iraniana: come Dexter Filkins ha scritto sul New Yorker, Qassem Suleimani – il capo della di Teheran Quds Force – è volato a Damasco per assumere il controllo delle operazioni personalmente, inondando il conflitto con denaro iraniano, armi iraniane e combattenti provenienti sia da Teheran che dal suo alleato libanese Hezbollah.

Ma l’altro polo della strategia di Assad è stato più insidioso. Dall’inizio della guerra aveva etichettato i suoi nemici come terroristi islamici e nel corso degli anni ha fatto di tutto per far sì che questa etichetta diventasse una realtà.

Pericolosi jihadisti sono stati rilasciati da Sednaya, la mega-prigione del regime, e sostituiti in carcere da blogger e attivisti dei diritti umani. Bombe e fucili del regime sono stati rivolte ai moderati, mentre agli islamisti radicali (molti dei quali avevano dato prova di sè nella rivolta contro gli Stati Uniti in Iraq) è stata data carta bianca nel nord. A maggio hanno ricevuto persino supporto aereo da Assad, durante la loro avanzata su Aleppo [ndt: 31/05/2015 a Mare’a, nord di Aleppo, quando i ribelli subirono simultaneamente un offensiva di terra da parte di ISIS e attacchi aerei da parte di Assad].

Mideast Syria Alternatives to AssadQuesto, tuttavia, era solo l’inizio. ISIS ha catturato giacimenti petroliferi – ma non aveva mercato per il petrolio. Ecco che entra in scena il presidente Assad. Non solo ha comprato il petrolio dei militanti dell’ISIS, ma gli ha garantito accesso al cibo e persino riparazione per le loro torri di telefonia mobile. E i suoi amici in ISIS hanno restituito il favore, non marciando su Damasco, ma su Baghdad. Così inizia il panico nell’occidente e gli attacchi aerei – contro ISIS, non contro Assad.

Perché Assad lo ha fatto? Semplice: per convincere sia il suo popolo che le potenze straniere che lui è l’unica alternativa ai fanatici. La sua strategia è sempre stata, come David Blair (una delle più sagge voci britanniche in materia di politica estera) ha scritto sul Telegraph lo scorso anno, di agire prima come piromane, poi come vigile del fuoco.

Assad ora afferma di essere l’unico in grado di contenere ISIS. Ma la verità è che non ha fatto quasi nulla per contenerlo. Anche ora, i suoi alleati russi non bombardano ISIS, come dicono, ma i pochi moderati assediati che rimangono.

Il risultato è una macabra simbiosi. Assad bombarda, mutila e uccide, spingendo la gente nelle braccia degli estremisti. Poi può additare alla crescita dello Stato islamico e dire, come ha fatto riguardo Parigi: “Guarda questi fanatici barbari. Come posso io essere una minaccia più grande di loro?”

Ma, come quanto detto finora dimostra, Assad non è il minore dei due mali qui: dei due mali è il maggiore. Dal 2011, dice Emile Hokayem dell’International Institute for Strategic Studies, “il regime di Assad è stata la principale fonte di morte e distruzione in Siria”. Anche ora, non solo sta uccidendo più cittadini siriani dello Stato islamico, ma anche in quantità enormemente maggiori.

Quindi no, i morti di Parigi non sono il risultato della politica del governo francese. Sono il risultato di un’azione deliberata di Assad: prendere una piccola cellula tumorale chiamata ISIS e darle tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere in qualcosa di vasto e maligno.

Dal 2011, infatti, tutto ciò che ha peggiorato questa guerra può essere fatto risalire al dittatore siriano e nulla di quello che ha fatto l’ha mai resa meno dura.

L’uso di armi chimiche e bombe a barile contro i suoi stessi cittadini? Pesa su Assad.

La morte di migliaia di persone e lo sfollamento di milioni? Pesano su Assad.

La distruzione di Palmyra (forse il posto più bello che abbia mai visto) e di gran parte del resto del patrimonio e della cultura della Siria? Anche questo pesa su Assad.

E le morti di Parigi e dell’aereo di linea russo e di Beirut? Di nuovo, Assad.

Sì, ISIS è la più grande minaccia immediata per l’Occidente. E sì, non ci sono praticamente buone opzioni per porre fine a questo orribile, brutale conflitto.

Ma ogni scenario in cui noi diventiamo gli alleati di Assad per combattere gli islamisti, qualsiasi scenario che lo lasci al potere piuttosto che in prigione, sarebbe disgustosamente immorale. Non solo perché incoraggerebbe i dittatori in tutto il mondo a seguire la stessa linea, ma anche perché rappresenterebbe una vittoria per la sua strategia diplomatica della barbarie calcolata.

I morti di Parigi meritano di più.

L’autore è l’ex editore dei commenti del Telegraph e delle notizie presso BuzzFeed UK.

ORIGINALE:  https://medium.com/@rcolvile/the-blood-of-paris-is-on-assad-s-hands-93f3b5a40cdc#.tevbhsqj4

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