Rimproverando quelli della “Resistenza” araba

Posted: 01/13/2012 by editormary in Europe, Grassroots Activism, Middle East Issues, People's Movements / Struggles, Syria

scritto da Maysaloon, tradotto da Mary Rizzo
orignale Berating the Arab Resistance Crowd  

to many pundits, it's all about Western Imperialism

Dovrebbe essere condotta un’indagine seria sul comportamento di alcuni individui riguardo alla rivoluzione siriana. Nonostante il fatto che siano in prima linea per la causa palestinese, e siano stati tra i primi a denunciare ogni volta che un’ingiustizia veniva compiuta, hanno dimostrato, a dispetto dei loro migliori tentativi di mantenere un’apparenza di imparzialità, di essere tra i peggiori sostenitori del regime siriano.

Che esista una cospirazione contro il regime siriano oppure no, voi state sostenendo l’uccisione di siriani innocenti quando non solo vi rifiutate di condannare il regime siriano, ma abbandonate il popolo siriano ai capricci e alle stragi dei servizi di sicurezza di Assad con il proposito d’essere “imparziali” rispetto a entrambi le parti. Ma esiste una sola parte da sostenere, siccome esiste una parte che fa stragi di gente e l’altra che subisce le stragi.

Io trovo una vera assenza di coerenza tra quelli i quali, per esempio, pretendono i più alti livelli di integrità giornalistica quando si parla della Siria, ma al tempo stesso si sentono in dovere di disseminare YouTube di video del Bahrain oppure delle proteste di Qatif in Arabia Saudita dell’Est, senza pretendere dagli attivisti di quei luoghi lo stesso livello di esame minuzioso. Inoltre, gli errori commessi dagli attivisti siriani non possono essere perdonati, ma gli errori degli attivisti in Paesi governati dai regimi “venduti”, sono ignorati ed a volte addirittura giustificati. La storia delle incubatrici per neonati ora viene citata come un esempio imperdonabile per cui non si deve fare affidamento sugli attivisti siriani, ma le migliaia di video che documentano la brutalità di Assad sono opportunamente ignorati. Se quegli stessi video fossero usciti invece dal Bahrain, dallo Yemen oppure dall’ Egitto, questi stessi attivisti “pro-resistenza” sarebbe sul piede di guerra.

Poi ci dicono che la rivoluzione siriana è guidata dalla Fratellanza Musulmana, e che sono schifosi, e non ci si deve fidare di loro; ma la Fratellanza Musulmana era attiva anche in Egitto, però la rivoluzione egiziana è posta sull’altare della santità con retweets sul Twitter, oppure con citazioni su Facebook, che sono coerentemente contro lo SCAF attualmente al potere, e completamente dalla parte delle manifestazioni – anche se i movimenti di protesta in Egitto sono una moltitudine di persone, compresi quelli dalla sinistra, laici, salafiti e membri della Fratellanza Musulmana. Però, il fatto che in Siria ci siano anche i salafiti che sono esplicitamente contro la repressione del regime significa che è una condanna de facto, che la rivoluzione siriana è stato dirottata, oppure che è guidato dai “Wahhabi Sauditi”. Questa gente non ha capito – oppure ignora – il punto che non esiste una rivoluzione nella storia che fosse portata avanti da una massa monolitica con una sola ideologia, e che non c’è mai stata una rivoluzione totalmente libera dall’interferenza straniera e dai progetti eversivi. Ma, per loro, la rivoluzione siriana deve essere uccisa prima ancora d’essere nata, e quando è già stata partorita, deve essere abbandonata e lasciata a morire perché non è il giusto tipo di rivoluzione e non è all’altezza dei loro ideali.

Alcuni scherniscono i canti della rivoluzione siriana, e fanno commenti molto sprezzanti riguarda alla mancanza di “valore” culturale e linguistico dei canti in confronto a quelli delle altre rivoluzioni – come se questo fosse una specie di concorso creativo (i canti siriani, infatti, sono ampiamente ammirati come alcuni dei più creativi e orecchiabili di tutti i canti nel mondo arabo). Quelle stesse persone poi mettono sullo stesso piano l’ opposizione siriana – politicamente frammentata e lungamente repressa – con i rappresentanti della rivoluzione siriana, e vogliono raddoppiare il peso del popolo siriano insistendo che la rivoluzione deve rimanere “pura” e che il popolo deve combattere non solo il regime, ma anche le figure politiche dell’opposizione, compresa la Fratellanza Musulmana. Io insisto che questo è crudele ed anche stupido. C’e gente che è costretta a confrontarsi con una brutalità schiacciante, mentre voi insegnate le finezze di principi rivoluzionari dall’altra parte del mondo o al di là del mare? E’ come dire ai manifestanti in Bahrain che, mentre un poliziotto ti sta spezzando la tua gamba, devi insistere nella denuncia contro Iran e l’Arabia Saudita, altrimenti la vostra rivoluzione non è abbastanza pura e non è degna del loro sostegno.

Ci sono molte parole che io potrei dire a persone del genere, ma non userò quel tipo di linguaggio. La rivoluzione siriana non ha bisogno di voi; il popolo siriano non ha bisogno di voi; e la causa palestinese che voi così dogmaticamente e passionatamente difendete – per qualsiasi motivo – certamente non ha bisogno di voi.

Posted by Maysaloonat 11:02 AM Tradotto in italiano da mary rizzo

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s